Presentazione

di Antonio Sichera e Antonio Di Silvestro

Il conflitto tra la comunicazione sul web e l’oggettività dell’informazione è un tema di grande attualità. Una sua specifica declinazione si ha quando in contatto con la Rete si trovano ad entrare ‘contenuti’ umanistici rigorosi e strutturati, ad alto tasso di scientificità. Perché in questo caso non si tratta solo di un mero problema di affidabilità delle notizie, bensì della grande questione circa il matrimonio possibile (o impossibile) tra tecnologia e umanesimo, tra conoscenze strumentali e saperi centrati sul senso, tra velocità del circuito produzione/comunicazione e lentezza del lavoro culturale, attestato sul ritmo ‘neolitico’ della maturazione di lungo corso.

La scommessa che anima l’impresa mondadoriana di una versione digitale dell’opera omnia di Luigi Pirandello, posta sotto l’egida della Commissione per l’Edizione Nazionale nominata dal MIBACT e presieduta da Angelo Pupino, è appunto questa: provare a fare del web lo spazio di irradiazione e di approfondimento (filologico, linguistico, critico, didattico e culturale) della grande letteratura, oltrepassando i modelli usuali della Rete quale luogo virtuale della pura archiviazione di testi e di materiali, ovvero come veicolo di siti e di blog volti all’immediato consumo di opinioni e di fatti letterari.

Informatici e umanisti, ingegneri e filologi, web manager e critici non si sono schierati in questo caso su sponde contrapposte, ma hanno lavorato (e lavoreranno) assieme per dar vita ad una inedita contaminazione tra ciò che si consuma e ciò che dura, tra precisione e accessibilità, tra scienza ed emozione. L’idea di fondo, che regge tutta l’Edizione Nazionale, è quella di non far nulla di riservato agli addetti ai lavori, né di produrre polverosi e spesso inutili volumi, destinati solo ad essere depositati negli scaffali delle biblioteche. Il connubio tra Oscar Mondadori e l’Edizione Nazionale punta da un lato a stampare un Pirandello nuovo, vivo, affidabile, leggibile dal grande pubblico, e dall’altro a creare un luogo virtuale in cui gli studiosi possano trovare una quantità/qualità di informazioni e di dati mai fino ad ora così integrati e potenti, e dove al contempo gli utenti, i lettori, gli appassionati di Pirandello possano navigare tra parole, immagini, tracce sonore e attività, pensate anzitutto a vantaggio della scuola, dei suoi alunni, dei suoi insegnanti.

A porre in atto questa zona dell’impresa è il Centro di Informatica Umanistica dell’Università di Catania, dove un gruppo di informatici e di giovani studiosi, sotto la nostra direzione, ha messo a frutto la più che trentennale esperienza di Giuseppe Savoca (fondatore del Centro e discepolo di Padre Roberto Busa, padre dell’Index Thomisticus) nel campo di quelli che oggi si chiamano Digital Humanities, per creare gli strumenti ospitati in questo sito. Si tratta di un sistema integrato in cui gli utenti potranno trovare, in sequenza, quattro grandi sezioni:

  1. Manoscritti. La sezione ospiterà la Riproduzione digitale (e animata) di manoscritti e/o dattiloscritti delle opere pirandelliane, con relative Trascrizioni, così da consentire un contatto quasi fisico con il laboratorio pirandelliano e da fornire, per la prima volta, una trascrizione integrale e affidabile dei testimoni, grazie anche alla tecnica del restauro digitale. A integrazione di ciò, nei casi in cui risulti significativo, pubblichiamo in questa sezione anche le riproduzioni di edizioni a stampa.
  2. Edizioni. In questa sezione si troveranno le sinossi delle diverse edizioni delle opere (Edizioni a confronto), che faranno rilevare istantaneamente, attraverso un sistema di colorazione e di illuminazione del testo, le differenze, ad esempio, tra l’edizione de “I vecchi e i giovani” del 1909 e quelle del 1913 e del 1931.  Alle sinossi seguiranno le Edizioni critiche, con apparati scientificamente rigorosi, dove gli studiosi potranno rinvenire tutte le informazioni sulla genesi e sui processi di modificazione dei testi da parte dell’autore. Eclatante è, in questo contesto, il caso del manoscritto dell’Enrico IV, probabilmente il più importante degli autografi pirandelliani, qui trascritto ed edito in maniera esaustiva, come mai era accaduto fino ad ora. Una serie di Tavole delle varianti, con un elenco delle varianti più significative tra i testi a confronto, distinte per tipologie, completerà la sezione.
  3. Vocabolari. Qui il lettore potrà trovare anzitutto le Concordanze esaustive e lemmatizzate delle opere di Pirandello. Ciò significa che immettendo una qualunque parola nel motore di ricerca, (ad es. “radice”, ma anche “dire”, ovvero “quando” o “ci”), il sistema fornirà tutti i luoghi in cui la parola ricorre nei testi, nelle varie forme possibili (tutte le forme del verbo “dire” – come “detto”, “diceva” “hanno detto” ecc. – sono ricondotte sotto il lemma “dire”, cosa che distingue nettamente le concordanze dai puri formari rinvenibili sul web), oltre all’indicazione della categoria grammaticale del lemma e al calcolo delle frequenze, assoluta e relativa, secondo il seguente schema:
    6953 – radice, sf, 4, 0,00265
    VG I7 0173 2 linfa nei rami degli alberi per le radici; e qua e là per le crepe erano spuntati
    VG I8 0189 1 noi o appassite: passioni che hanno radici in un terreno che noi ignoriamo,
    VG II2 0281 4 trovarvi un po’ di terra da gettarvi le radici?
    VG II5 0348 6 a rinsertarsi, a riaffiggersi alla radice, da cui s’era strappato;
    Vengono altresì distinti gli omografi (ad esempio “canto” come ‘angolo’ da “canto” come ‘movimento ritmico della voce’). Ad essere concordate sono le edizioni delle opere pubblicate nell’Edizione Nazionale o negli Oscar Mondadori. Per le altre edizioni si forniscono gli Elenchi delle forme proprie, ovvero delle forme tipiche di una edizione, non comprese dunque nel testo concordato (si troveranno ad esempio in questa sezione le forme di I vecchi e i giovani 1909 e di I vecchi e i giovani 1931 che non sono comuni anche a I vecchi e i giovani 1913, il testo del romanzo pubblicato negli Oscar e concordato sul sito). A completare la sezione sono le liste delle forme e dei lemmi per frequenza crescente e decrescente, nonché per categoria grammaticale. Si può così venire a sapere in maniera istantanea quali siano le parole più comuni, quali quelle assenti, quali siano ad esempio gli aggettivi o i sostantivi più usati in Pirandello o in una sua specifica opera.
  4. Strumenti per la scuola. Si tratta di una sezione dedicata ai lettori, ai giovani, ai formatori, agli insegnanti, a tutti quelli che vogliono godere di un approccio coinvolgente all’universo di Pirandello. Vi si trovano raccolte tutte le risorse multimediali disponibili sul sito: strumenti e attività per la didattica; testi; audio; video; grafici e statistiche; alberi genealogici; timeline; topografie letterarie. Inoltre, per ognuna delle opere si propongono diversi Percorsi Didattici, che sono al contempo itinerari di senso. L’intento è quello di aiutare una corretta comprensione e di proporre una vivace attualizzazione dei testi, attraverso l’uso imponente delle risorse multimediali. Documenti d’archivio inediti, filmati e interviste d’epoca, frammenti di rappresentazioni teatrali, audio-letture, grafici e mappe, fluiscono su queste pagine di alta divulgazione.

Non è forse un caso che sia Pirandello – il più noto e studiato autore della letteratura italiana contemporanea nel mondo – ad essere il motivo e l’anima di questa sfida, e che il Centro sia collocato in Sicilia. Da qui Pirandello partì per il suo viaggio, sentendosi ‘gettato’ sul confine tra una grande tradizione antica, di cui la Sicilia era per lui madre e garante, e una modernità culturale e urbana, caotica e insidiosa, ma ricca di opportunità e di nuovi orizzonti, a cui riteneva impossibile sottrarsi. Lungo tutta la sua vita e la sua opera egli frequentò senza soste i due territori, forse anelando nel profondo ad una sintesi che oggi, simbolicamente, pur su altri piani, tentiamo noi di attuare nel suo nome. Il segreto, Pirandello ce lo ha insegnato, è sempre il primato della relazione, che sa mettere in contatto mondi diversi e genera una verità radicata nel concreto dell’esistenza, e cioè dell’ascolto e del reciproco riconoscimento. Ed è questo lo spirito del servizio che con umiltà e passione cercheremo di rendergli.