EDIZIONI CRITICHE, EDIZIONI A CONFRONTO E TAVOLE DELLE VARIANTI

Le nuove acquisizioni della filologia digitale vanno sempre più nel senso di una visione dinamica del testo. Questo dinamismo ha stimolato un connubio sempre più stretto tra filologia e informatica, che operano sinergicamente per fornire una rappresentazione dell’opera non tanto come prodotto statico, ma come processo di scrittura, soggetto a interventi d’autore più o meno distanziati nel tempo.

I materiali manoscritti dell’opera pirandelliana sono al momento in gran parte perduti. Molti di essi verranno recuperati in questa Edizione Nazionale, soprattutto grazie al sagace e accurato lavoro di reperimento di Annamaria Andreoli. In ogni caso, le attuali lacune di autografi non impediscono di cogliere la complessità del lavoro di Pirandello intorno ai propri testi, sottoposti in ogni edizione a un rimaneggiamento linguistico e a una revisione stilistica che sono i segni tangibili di una poetica in continua evoluzione.

Nella nostra edizione abbiamo messo a confronto i testi attraverso un quadro sinottico, che consente una visualizzazione immediata delle differenze tra le varie edizioni, e consente pertanto di cogliere con uno sguardo d’insieme i ‘percorsi’ di una parola, di un’espressione, di una sequenza narrativa. Con questo intendiamo offrire una lettura filologica dell’opera accessibile anche all’utente non specialista, messo a confronto con un sistema testuale aperto, di cui può abbracciare l’estensione e la complessità.

Se le “Edizioni a confronto” offrono una visione ‘panoramica’ dell’evoluzione linguistica e stilistica delle opere pirandelliane, l’edizione critica, fornita del ‘classico’ apparato a piè di pagina, costituisce uno strumento indispensabile per lo studioso, il filologo, lo storico della lingua.

A proposito dell’Enrico IV si è proceduto ad un esame dettagliato della struttura del manoscritto, risultante da un complesso ‘montaggio’ di frammenti attestanti diverse fasi di redazione dell’opera. Viene offerta in questo sito la prima edizione critica di queste carte così fondamentali, un’edizione finora sempre mancata alla filologia pirandelliana.

Pirandello sottopone i propri testi a un infaticabile lavorìo di riscrittura, affinamento linguistico, rimodellatura stilistica che, nel caso dei Vecchi e i giovani, configura agli occhi del lettore un ‘nuovo’ testo.

Non è il caso di soffermarsi qui sulla necessità di rileggere le opere dell’agrigentino a partire dalla prima stampa in volume. Un dato importante è la ricognizione scrupolosa di tutte le testimonianze manoscritte e a stampa delle opere, che per I vecchi e i giovani ha condotto a un riesame dell’edizione a puntate uscita sulla «Rassegna contemporanea» e del frammento manoscritto conservato nella Biblioteca di Agrigento. Questo ha portato a ridisegnare nuovamente, con criteri differenti e con assoluta completezza, il quadro delle varianti dell’edizione Costanzo, giungendo a risultati di alto livello filologico.

C_2_fotogallery_3080245_0_image